Le reiterate violenze contro ospedali, luoghi di cura di varia tipologia, veicoli di soccorso e operatori sanitari nelle zone di conflitto armato, impediscono la regolare e in sicurezza assistenza sanitaria, causando migliaia di vittime innocenti tra la popolazione civile e anche gli operatori sanitari.
Tali episodi di violenza non riguardano solo i teatri operativi. Con 16.000 episodi di aggressione al personale sanitario e socio-sanitario e 18.000 operatrici e operatori coinvolti nel 2023, come dimostrato dalla relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (ONSEPS), ospedali, luoghi di cura, pronto soccorsi, ambulanze e contro il personale sanitario preposto alla cura e al soccorso diventano, quasi quotidianamente, teatri di aggressioni e violenze.
Per mantenere elevata l’attenzione su questo drammatico fenomeno, il Comitato Nazionale della Croce Rossa Italiana ha organizzato una giornata nazionale di sensibilizzazione su tali pratiche criminali e del tutto censurabili: tra il 12 e il 13 marzo, Croce Rossa Italiana realizzerà diverse attività in tutta Italia per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su questo importante tema.
CRI Gorizia sarà presente con un info point davanti l’Ospedale Civile cittadino giovedì 13 marzo dalle 9.00 alle 12.00. “L’attività di sensibilizzazione” ricorda il presidente della CRI di Gorizia, Federico Maria Pellegatti “riveste un’ importanza fondamentale, oggi più che mai, visto l’aumento di atti di violenza, che, l’anno scorso, ha portato alla pubblicazione del decreto legge n. 137 del 1 ottobre 2024 recante, “Misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell’esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria“.
Quando si parla di “aumento di atti di violenza” si fa riferimento a numero molto preoccupanti (relazione ONSEPS 2023):
- la professione più colpita sia quella degli infermieri, seguita dai medici e dagli operatori socio-sanitari dei quali due terzi degli aggrediti sono donne;
- gli ambienti più rischiosi risultano essere i Pronto Soccorso, le Aree di Degenza, i Servizi Psichiatrici e gli Ambulatori.
- Per quanto attiene invece agli aggressori, sono i pazienti (69%) contro il 28% di parenti;
- il 68% delle aggressioni è di tipo verbale, il 26% fisico e il 6% contro beni di proprietà e presidi sanitari.
- Al riguardo è stato attivato un canale strutturale di monitoraggio che ci dà il dato nazionale relativo ad aggressioni non solo di tipo fisico ma anche verbale.
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