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Sommario
  1. Che cosa si intende per Terzo settore?
  2. Quali enti possono farne parte?
  3. Che cosa distingue un ETS da un’associazione qualsiasi?
  4. A cosa serve il RUNTS e come consultarlo?
  5. Come scegliere un’organizzazione a cui avvicinarti?

Sociale e umanitario

Terzo settore, quali enti ne fanno parte e come riconoscerli

Vuoi fare volontariato o sostenere un’organizzazione e ti chiedi che cosa significhi “Terzo settore”? La definizione legale aiuta a distinguere gli enti che perseguono finalità sociali da quelli che non hanno questa qualifica.

Di Marta Ferrante · · 3 min di lettura

Volontaria sorridente che porge pane confezionato a uomo anziano durante distribuzione alimentare

In Italia il Terzo settore riunisce realtà private che svolgono attività di interesse generale senza distribuire utili come obiettivo. Non è però un’etichetta valida per qualunque associazione o iniziativa solidale: per essere qualificato come Ente del Terzo settore, un’organizzazione deve rispettare i requisiti previsti dalla legge e risultare iscritta nel registro pubblico previsto a questo scopo.

Se stai cercando un’attività di volontariato, vuoi donare o capire come operano le associazioni di soccorso, conoscere questi criteri ti permette di valutare con più precisione l’ente e il suo ruolo.

Che cosa si intende per Terzo settore?

La legge italiana definisce il Terzo settore come l’insieme degli enti privati costituiti per perseguire, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Questi enti realizzano attività di interesse generale attraverso modalità che possono includere volontariato, mutualità o produzione e scambio di beni e servizi. La definizione e i principali requisiti sono stabiliti dal Codice del Terzo settore.

In questa espressione, “terzo” indica un ambito distinto sia dalle istituzioni pubbliche sia dalle imprese orientate alla distribuzione del profitto. Non significa però che ogni organizzazione non profit appartenga automaticamente al Terzo settore, né che un ETS non possa svolgere attività economiche: contano la finalità, le attività svolte, la forma e i requisiti previsti dalla normativa.

Quali enti possono farne parte?

Il Codice individua diverse categorie, tra cui organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS), enti filantropici, imprese sociali, reti associative e società di mutuo soccorso. Vi rientrano inoltre associazioni e fondazioni che soddisfano i requisiti di legge. Le sigle indicano qualifiche con regole specifiche: non sono sinonimi intercambiabili di “associazione” o “ente benefico”.

Per chi vuole impegnarsi in attività di soccorso, assistenza o solidarietà, la categoria aiuta a capire la natura dell’organizzazione, ma non basta da sola a descrivere ciò che fa sul territorio. Per esempio, la Croce Rossa Italiana e le sue attività si possono approfondire considerando sia il suo ruolo sia le possibilità concrete di partecipazione.

Che cosa distingue un ETS da un’associazione qualsiasi?

La qualifica si fonda su più elementi, non soltanto sul nome o sulla missione dichiarata. In generale, occorre verificare che l’ente:

  • persegua finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale senza distribuire utili;
  • svolga una o più attività di interesse generale previste dal Codice e coerenti con statuto o atto costitutivo;
  • rispetti gli obblighi applicabili alla propria forma e categoria;
  • sia iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), quando ricorrono i requisiti per la qualifica di ETS.

Essere senza scopo di lucro non significa necessariamente non avere entrate o personale retribuito. La distinzione riguarda la finalità e il modo in cui l’ente gestisce le risorse, secondo le regole applicabili; per valutare un’organizzazione è quindi più utile leggere i suoi documenti che affidarsi a una definizione promozionale.

A cosa serve il RUNTS e come consultarlo?

Il RUNTS è il registro telematico pubblico che rende consultabili dati e informazioni sugli enti iscritti. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’iscrizione consente di acquisire la qualifica di ETS e, secondo la categoria, qualifiche specifiche come ODV o APS; il registro permette inoltre di consultare le informazioni dell’ente.

Per una verifica pratica, cerca l’organizzazione nella funzione Ricerca enti del RUNTS. Puoi usare la denominazione, il comune, il codice fiscale o la tipologia. Se trovi una corrispondenza, controlla che i dati identificativi coincidano con quelli comunicati dall’ente e consulta, quando disponibili, statuto, bilanci e rendiconti. L’iscrizione è un elemento utile di verifica, ma non sostituisce la valutazione dell’attività concreta, delle modalità di raccolta fondi e delle condizioni proposte a chi vuole partecipare.

Come scegliere un’organizzazione a cui avvicinarti?

Se vuoi fare volontariato o sostenere un progetto, parti dall’attività che ti interessa: assistenza, protezione civile, donazione o inclusione sociale. Poi verifica chi può partecipare, quale formazione è richiesta, quali impegni comporta l’attività e se sono disponibili informazioni chiare su obiettivi e spese.

La categoria giuridica dell’ente e la sua iscrizione al RUNTS ti aiutano a inquadrarlo; per decidere se partecipare, chiedi anche quali mansioni svolgerai, a chi farai riferimento e quali tutele sono previste. In questo modo distingui la qualifica formale dal funzionamento quotidiano dell’organizzazione.

Domande frequenti

Un’associazione senza scopo di lucro è automaticamente un ETS?

No. L’assenza di scopo di lucro, da sola, non basta. La legge richiede anche finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale, lo svolgimento di attività di interesse generale e il rispetto dei requisiti previsti per la categoria dell’ente. Per acquisire la qualifica di ETS è necessaria l’iscrizione al RUNTS, salvo le specificità previste dalla normativa per determinate tipologie.

Come posso verificare se un’organizzazione è iscritta al RUNTS?

Puoi usare la funzione pubblica “Ricerca enti” del portale RUNTS. Cerca per denominazione, comune, codice fiscale o tipologia e confronta i risultati con i dati che l’organizzazione ti ha fornito. Il registro consente anche di consultare informazioni e documenti depositati: controlla che nome e codice fiscale coincidano e leggi statuto e rendiconti disponibili.

Il volontariato è obbligatorio per tutti gli enti del Terzo settore?

No. Gli ETS possono operare attraverso forme diverse, tra cui l’azione volontaria, la mutualità oppure la produzione e lo scambio di beni e servizi. Alcune categorie, come le organizzazioni di volontariato, hanno caratteristiche specifiche; altre realtà possono avere lavoratori retribuiti o svolgere attività economiche nel rispetto delle regole applicabili.

Nella rubrica Sociale e umanitario